Resoconto terzo incontro informativo del progetto Train-Agro

Si è svolto mercoledì 14 Novembre presso la sede del Parco regionale dell’Adda Sud il terzo incontro informativo del progetto Train-Agro, “TRAsferimento delle conoscenze e dell’INnovazione nell’uso sostenibile dei pesticidi in AGRicOltura”. Il progetto, coordinato dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca e partecipato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, dall’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal Parco Adda Sud, ha come obiettivo la promozione, presso alcune aziende agricole lombarde, di attività informative e dimostrative sul tema dell’uso sostenibile e responsabile dei prodotti fitosanitari e la realizzazione di strumenti informatici di supporto alla tematica.

Il terzo incontro ha avuto come tema “Biodiversità, Servizi Ecosistemici e Sostenibilità all’interno di un parco”: i relatori hanno affrontato un argomento che ormai da diversi anni è al centro dell’attenzione del mondo scientifico e delle autorità pubbliche. La biodiversità è intesa come la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, includendo la diversità a livello genetico, specifico ed eco-sistemico. In estrema sintesi, la biodiversità è strettamente necessaria affinché i diversi ecosistemi continuino a funzionare e a mantenere la vita sulla terra, in una sorta di equilibrio dinamico. È, in buona sostanza, una misura del grado di salute di un ecosistema.

Il primo intervento, a cura di Riccardo Groppali, professore di Entomologia applicata all’agro-ambiente dell’Università di Pavia e già Direttore del Parco Adda Sud, è servito per introdurre efficacemente il concetto di biodiversità e soprattutto le conseguenze della sua diminuzione all’interno dei ecosistemi. L’esempio più eclatante è quello della Cina, dove l’impollinazione dei frutteti viene fatta manualmente perché l’ambiente è così degradato che scarseggiano gli insetti impollinatori. Certo la tecnologia può in molti casi sostituirsi al lavoro della natura (ad esempio si parla di utilizzare i droni per impollinare le culture) ma il costo economico che questo comporta non è irrilevante. Perché ci siamo ridotti a dover pagare un servizio che la natura ci offriva gratuitamente? Ecco allora che si comincia a monetizzare il valore dei cosiddetti servizi eco-sistemici e questa nuova consapevolezza porta a dei mutamenti anche a livello di gestione aziendale (ad es. la reintroduzione di siepi e filari, la realizzazione di habitat ad hoc a bordo campo che ne incrementino la biodiversità). Si tratta di quegli stessi habitat ed eco-mosaici che attraverso l’uso di buone pratiche il Parco con il suo Piano di Coordinamento si propone di preservare e valorizzare.

L’intervento successivo, a cura di Emilio Padoa-Schioppa, professore di Biologia dell’Università di Milano-Bicocca, era incentrato sull’illustrazione di alcuni strumenti per migliorare la biodiversità in un agro-ecosistema, dove l’alternanza di campi coltivati necessita di “raccordi” (come i corridoi ecologici) al fine di salvaguardare, almeno in parte, le specie tuttora presenti nelle nostre campagne. L’isolamento genetico delle specie, infatti, ne aumenta la vulnerabilità; per questo una corretta politica di salvaguardia, così come è stata concepita dalla Rete Natura 2000, è volta non solo a tutelare gli hotspot di biodiversità (i cosiddetti nodi, solitamente aree protette, SIC e ZPS) ma anche a garantire i movimenti e gli scambi intraspecifici attraverso la riqualificazione dei corridoi ecologici di passaggio. Il caso studio riportato riguardava il parco Regionale Sud di Milano, un parco agricolo per alcuni aspetti simile a quello dell’Adda. Il Professore Padoa Schioppa ha descritto il processo che ha portato alla definizione delle infrastrutture della rete ecologica e alle prime misure di ripristino. Processi di questo tipo non possono prescindere dal coinvolgimento delle amministrazioni locali e degli altri stakeholder.

In particolare nei due parchi presi in considerazione, l’imprenditore agricolo sembra aver trovato un buon equilibrio tra l’obbligo di minimizzare gli impatti ambientali e la necessità di mantenere redditizia la sua attività d’impresa. Il Parco dell’Adda Sud è un parco essenzialmente agricolo all’interno del quale si sono conservate aree umide, paludi e boschi igrofili economicamente redditizi in quanto riserve di caccia; per questo motivo la sua gestione è complessa e articolata e deve contemperare diversi interessi.

Andrea Di Guardo, consigliere del Parco Adda Sud, ha illustrato i risultati di alcuni lavori sulla valutazione della vulnerabilità del territorio lombardo ai fitofarmaci con l’ausilio di modelli matematici e dati di monitoraggio ambientale relativi alle acque superficiali. Si tratta di uno studio complesso in quanto i prodotti Fitosanitari sono distribuiti in modo diffuso e non solo in ambito agricolo, e si muovono, ciascuno con una propria specificità, attraverso le diverse matrici ambientali..

Infine, Ettore Capri, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha parlato della sostenibilità, nel suo triplice aspetto, ambientale, economico e sociale, come unico approccio che può garantire un futuro all’umanità, che si trova di fronte a sfide colossali (incremento demografico, sovrasfruttamento ed inquinamento delle risorse, cambiamenti climatici). Questo nuovo approccio tiene conto delle più recenti conoscenze sulla complessità dei sistemi ambientali e prende in considerazione gli impatti dell’attività umana relativi a tutte le fasi del processo produttivo, nonché le ricadute a livello territoriale e sociale. Il professore ha illustrato il protocollo di certificazione della sostenibilità delle produzioni vitivinicole VIVA (tra poco estendibile ad altre colture) promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal Ministero delle Politiche Agricole. Grazie al Protocollo VIVA la sostenibilità di una produzione è diventata un parametro misurabile, trasparente, all’interno di un processo di miglioramento continuo aziendale. La sostenibilità così misurata è un parametro che qualifica il prodotto e lo rende riconoscibile e competitivo nei mercati internazionali.

Con questo incontro si chiude il ciclo di eventi informativi organizzati nel primo anno del progetto Train-Agro, attraverso i quali sono stati affrontati alcuni tra i principali argomenti relativi ad un uso sostenibile dei fitofarmaci in azienda agricola. La partecipazione agli incontri, rivolti in prevalenza a tecnici agronomi e agricoltori del Parco Adda Sud è stata in continua crescita, a testimonianza che le tematiche di salvaguardia dell’ambiente e degli operatori sono ormai consolidate anche nel mondo agricolo.

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