Resoconto della seconda giornata informativa del progetto TRAIN-AGRO

L’11 novembre presso la sede del parco Adda sud di Lodi si è svolta la seconda giornata informativa del progetto TRAINAGRO.

L’incontro, moderato da Antonio Finizio, coordinatore di TRAINAGRO, verteva sulle informazioni contenute nelle etichette dei prodotti fitosanitari, con testimonianze ed esperienze provenienti dal mondo scientifico, sanitario e delle istituzioni preposte alla valutazione del rischio.

I fitofarmaci sono un mezzo fondamentale per la difesa delle colture ma un loro uso poco consapevole, che ignora o sottovaluta quanto riportato in etichetta, può comportare notevoli rischi per l’uomo e per l’ambiente.

L’etichetta, come ha nitidamente spiegato Giovanna Azimonti del Centro Internazionale per gli antiparassitari e la prevenzione sanitaria (ICPS) dell’Ospedale Sacco, è un documento  che ha valore legale. Rappresenta l’estrema sintesi di tutte le complesse attività di ricerca, studio ed analisi modellistica finalizzate alla procedura di valutazione del rischio, che sta alla base dell’autorizzazione all’immissione dei prodotti fitosanitari nel mercato.

Le misure di mitigazione riportate in etichetta vengono studiate attraverso simulazioni con modelli matematici applicati in primis al caso peggiore, e sono quindi quanto più cautelative possibili.

Pur nella molteplicità dei prodotti a disposizione, ha spiegato la Azimonti, i principi attivi ammessi alla vendita sono in realtà pochi, e questo può creare dei problemi all’agricoltore che non trova il prodotto giusto per il suo problema. Per evitare pericoli di resistenza e per dare una maggiore possibilità di scelta all’imprenditore agricolo, nel processo di valutazione del rischio sono previste specifiche misure di mitigazione che riducono l’esposizione dell’ambiente e dell’uomo e che vengono considerate nei modelli di valutazione del rischio  ma che portano alla definizione di limiti di applicazione del prodotto (esempio fasce di rispetto anche di 20 metri o obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione) che vengono indicati in etichetta e che quindi vanno rispettati con estrema attenzione

La scelta e dunque la responsabilità finale sull’utilizzo di un prodotto fitosanitario ricade sull’imprenditore agricolo che deve, attraverso le indicazioni delle misure di mitigazione riportate in etichetta, in relazione alla sua esperienza agronomica ed al contesto ambientale di appartenenza, valutare l’opportunità o meno di un intervento con un determinato prodotto fitosanitario in determinate condizione operative.

Una maggiore flessibilità operativa e maggiore scelta tra diversi prodotti disponibili  è la combinazioni tra diverse misure di mitigazione.

Come risultato del lavoro svolto dalla Commissione Consultiva Fitofarmaci , presto sarà messo a disposizione un documento e un sito web, che faciliterà la scelta delle diverse misure applicabile in contesti realistici.

L’intervento di Erika Ballabio, dell’ICPS, ha approfondito in modo puntuale la lettura dell’etichetta sottolineandone i punti cruciali. Prodotti fitosanitari aventi lo stesso principio attivo ma diversa composizione possono avere impatti diversi. Nell’etichetta le  Frasi di Pericolo (H, Hazard), i Consigli di Prudenza (P, Precaution) e le Modalità di impiego, consentono all’operatore di farsi un quadro abbastanza nitido di quanta responsabilità ed attenzione comporta l’utilizzo di un dato fitofarmaco. Viene ribadito che solo la corretta applicazione di quanto letto in etichetta garantisce che il prodotto  utilizzato sia sicuro ed efficace.

A seguire, Rossano Remagni Buoli, Vicepresidente Associazione Provinciale Imprese di Meccanizzazione Agricola (A.P.I.M.A.) di Cremona, ha parlato della sua esperienza personale di contoterzista che condivide con il fratello, con cui gestisce un centro di revisione e taratura delle macchine agricole, in provincia di Cremona. Data la specificità del suo lavoro, Buoli effettua molti più trattamenti rispetto al singolo imprenditore agricolo e questo lo ha portato, con il tempo, ad acquisire una profonda consapevolezza e percezione del rischio per la salute umana e per l’ambiente connessa all’uso dei prodotti fitosanitari. Buoli ha raccontato che recentemente si sta orientando nell’indirizzare i suoi committenti verso un uso più sostenibile dei prodotti fitosanitari, anche attraverso il ricorso a innovazioni tecnologiche quali il trattamento attraverso drone quando consentito o la lotta biologica.

Alessandro Vergani di AXE Environment ha passato in rassegna alcuni dei più importanti dispositivi di protezione individuale. È infatti da poco entrata in vigore una nuova norma (ISO 27065/2017) riferita specificatamente all’abbigliamento degli operatori fitosanitari, che viene finalmente differenziato da quello degli operatori dell’industria chimica. Attraverso la proiezione di un breve video è stato possibile vedere nel dettaglio tutte le operazioni che l’imprenditore agricolo deve effettuare per ridurre la contaminazione e il rischio per la sua salute.

Tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza dell’informazione e della corretta formazione degli addetti all’impiego dei prodotti fitosanitari per un loro uso sostenibile.  A tale proposito, Roberto Ferrari ha introdotto le attività formative del Centro di Addestramento Professionale Agricolo CAPA di Cremona. Nel suo intervento, si è avvalso della collaborazione di Gianni Azzali , esperto di formazione, che ha descritto le misure volute dal legislatore per una maggior sicurezza e l’importanza di una corretta comunicazione per i residenti e astanti, quali la cartellonistica obbligatoria, le distanze obbligatorie nei confronti di aree vulnerabili e sensibili

Alla fine degli interventi c’è stato un dibattito con i partecipanti, in cui è emersa con chiarezza la complessità della materia, e la difficoltà per l’imprenditore agricolo e per i tecnici di stare al passo con gli obblighi normativi, sempre in continuo aggiornamento. Sono inoltre emerse le difficoltà economiche legate non solo all’entità degli investimenti che si richiedono per innovare ma anche al tempo che questo adeguamento comporta.

C’è poi un aspetto relativo alle difficoltà di accettazione sociale dei prodotti fitosanitari, non solo da parte di residenti ed astanti ma anche, a volte, tra vicini di fondo.

La complessità della materia genera confusione, e quindi possibili malintesi tra imprenditori agricoli e figure di controllo istituzionali (professionali e volontarie), e tutti i partecipanti erano concordi sulla necessità di una maggiore informazione e comunicazione, come la partecipazione a questo stesso evento, che ha visto in sala molti agricoltori, tecnici, rappresentanti di categorie e addetti ai lavori, ha dimostrato.

Anche questo evento è stato organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Milano, Lodi, Monza-Brianza e Pavia.

 

A seguire la locandina dell’evento e le presentazioni dei relatori.

evento 7 novembre locandina

Azimonti – ICPS

Ballabio – ICPS

Ferrari – CAPA

Vergani – AXE Environnement

 

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